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Tasse sulla vendita di un'azienda: plusvalenza e tassazione

Quando vendi un'azienda le tasse si pagano sulla plusvalenza, cioè sulla differenza tra il prezzo di vendita e il valore fiscale di ciò che cedi, non sull'intero incasso. Quanto paghi dipende dalla forma giuridica: un imprenditore individuale paga l'IRPEF ordinaria (dal 23% al 43%), una persona fisica che vende quote di SRL paga un'imposta sostitutiva del 26%, una società di capitali che cede una partecipazione in regime PEX tassa solo il 5% della plusvalenza. A queste imposte dirette si aggiunge l'imposta di registro del 3% sulla cessione d'azienda, di norma a carico dell'acquirente.

In questa guida vediamo come si calcola la plusvalenza e quanto paghi in ogni casistica, con una tabella riepilogativa finale.

Come si calcola la plusvalenza: prezzo meno valore fiscale

La formula di base è semplice:

Plusvalenza = prezzo di cessione − valore fiscalmente riconosciuto dell'azienda

Il valore fiscalmente riconosciuto è il costo dei beni aziendali al netto degli ammortamenti già dedotti negli anni: macchinari, attrezzature, arredi, eventuali immobili, rimanenze, più le attività finanziarie, meno le passività trasferite. Non coincide quasi mai con il prezzo di mercato.

Un esempio concreto:

  • Vendi la tua azienda a 300.000 €
  • Il valore fiscale residuo dei beni (costo storico meno ammortamenti) è 120.000 €
  • La plusvalenza tassabile è 180.000 €

Nota bene: gran parte della plusvalenza deriva di solito dall'avviamento, cioè dal valore della clientela e della redditività futura che l'acquirente ti paga sopra il valore dei beni. L'avviamento ha valore fiscale zero per il venditore, quindi concorre per intero alla plusvalenza.

Prima ancora di ragionare sulle imposte ti serve un prezzo credibile: leggi la guida su quanto vale la tua azienda o usa lo strumento di valutazione gratuito per una prima stima.

Ditta individuale: IRPEF, tassazione separata e rateizzazione

Se vendi l'azienda come imprenditore individuale (o cedi la tua quota di una società di persone), la plusvalenza è un reddito d'impresa e, in via ordinaria, si somma agli altri tuoi redditi dell'anno. Il TUIR però ti offre due alternative che possono ridurre parecchio il conto.

Tassazione ordinaria IRPEF

La plusvalenza entra nel tuo reddito complessivo e sconta l'IRPEF a scaglioni: 23% fino a 28.000 €, 35% da 28.000 a 50.000 €, 43% oltre 50.000 € (più addizionali regionali e comunali). Con una plusvalenza di 180.000 € incassata in un anno solo, la maggior parte finirebbe nello scaglione del 43%: è lo scenario peggiore, da evitare quando la legge ti dà alternative.

Rateizzazione in 5 esercizi (art. 86 TUIR)

Se possiedi l'azienda da almeno 3 anni, puoi scegliere di tassare la plusvalenza in quote costanti nell'esercizio di cessione e nei successivi, fino a un massimo di 5. Sui 180.000 € dell'esempio, significa dichiarare 36.000 € l'anno per 5 anni: spalmi il reddito, resti su scaglioni IRPEF più bassi e diluisci l'esborso. L'opzione va esercitata nella dichiarazione dei redditi dell'anno di cessione.

Tassazione separata (art. 17 TUIR)

Se possiedi l'azienda da più di 5 anni, puoi optare per la tassazione separata: la plusvalenza non si somma agli altri redditi ma viene tassata con l'aliquota media IRPEF del biennio precedente. Se negli ultimi due anni la tua aliquota media è stata, per esempio, del 27–30%, sui 180.000 € risparmi decine di migliaia di euro rispetto al 43% marginale.

Due avvertenze:

  • Tassazione separata e rateizzazione sono alternative: devi scegliere una delle due.
  • La convenienza dipende dai tuoi redditi storici e futuri: fai fare la simulazione a un commercialista prima di firmare il preliminare, non dopo.

Cessione di quote di SRL da persona fisica: sostitutiva del 26%

Scenario diverso: non vendi l'azienda, ma le quote della SRL che la contiene. Se sei una persona fisica che detiene le quote al di fuori di un'attività d'impresa, la plusvalenza è un reddito diverso (artt. 67–68 TUIR) e sconta un'imposta sostitutiva del 26%, uguale per partecipazioni qualificate e non qualificate.

Il calcolo è analogo: prezzo di vendita delle quote meno costo fiscale della partecipazione (quanto hai versato per costituirla o acquistarla, più eventuali versamenti in conto capitale). Se hai costituito la SRL con 10.000 € di capitale e vendi il 100% a 250.000 €, la plusvalenza è di 240.000 € e l'imposta di 62.400 €.

Due leve da conoscere:

  • Rivalutazione delle quote: la legge consente di rideterminare il costo fiscale della partecipazione con una perizia e il versamento di un'imposta sostitutiva sul valore rivalutato (aliquota a regime del 18%). Non sempre conviene rispetto al 26% sulla sola plusvalenza: va calcolato caso per caso.
  • Imposte indirette leggere: la cessione di quote sconta l'imposta di registro in misura fissa di 200 €, contro il 3% proporzionale della cessione d'azienda. È uno dei motivi per cui la scelta tra vendere le quote o l'azienda va ponderata: trovi il confronto completo nella guida su cessione di quote o di ramo d'azienda e i passaggi operativi in come vendere una SRL.

Società di capitali: IRES e regime PEX

Se a vendere è una società di capitali (per esempio una holding che cede la partecipazione nella società operativa, o una SRL che cede la propria azienda), il quadro cambia.

Cessione d'azienda da parte della società

La plusvalenza concorre al reddito d'impresa e sconta l'IRES al 24% (la cessione d'azienda in sé non rileva ai fini IRAP nella generalità dei casi). Anche qui, se l'azienda è posseduta da almeno 3 anni, è possibile la rateizzazione fino a 5 esercizi ex art. 86 TUIR.

Cessione di partecipazioni in regime PEX

La participation exemption (art. 87 TUIR) è il regime più favorevole del sistema: la plusvalenza sulla cessione di partecipazioni è esente al 95%, quindi solo il 5% è tassato IRES. Prelievo effettivo: circa l'1,2% della plusvalenza.

Le condizioni da rispettare sono quattro, tutte insieme:

  • Possesso ininterrotto della partecipazione da almeno 12 mesi
  • Iscrizione della partecipazione tra le immobilizzazioni finanziarie nel primo bilancio successivo all'acquisto
  • Residenza fiscale della società partecipata non in uno Stato a fiscalità privilegiata
  • Esercizio di un'impresa commerciale effettiva da parte della partecipata (sono escluse, per presunzione, le società il cui patrimonio è fatto prevalentemente di immobili non strumentali)

Le ultime due condizioni devono sussistere ininterrottamente almeno dall'inizio del terzo periodo d'imposta anteriore alla vendita. La PEX è il motivo per cui molte operazioni di vendita vengono precedute da riorganizzazioni (conferimento d'azienda in una NewCo e successiva cessione delle quote): sono strutture legittime ma delicate, da costruire con un fiscalista esperto.

Imposta di registro sulla cessione d'azienda

La cessione d'azienda è esclusa da IVA e sconta invece l'imposta di registro proporzionale, calcolata sul valore di mercato dei beni ceduti (avviamento compreso), al netto delle passività trasferite ripartite in proporzione. Le aliquote:

Componente cedutaAliquota di registro
Beni mobili, attrezzature e avviamento3%
Fabbricati9%
Crediti0,5%

Alcuni punti pratici da conoscere:

  • L'atto di cessione richiede la forma dell'atto pubblico o della scrittura privata autenticata dal notaio (art. 2556 c.c.), che provvede anche alla registrazione.
  • Per prassi l'imposta di registro è a carico dell'acquirente, ma la ripartizione è negoziabile nel contratto. Verso l'Erario, però, le parti sono obbligate in solido: se l'acquirente non paga, l'Agenzia delle Entrate può chiedere l'imposta a te.
  • L'Agenzia può rettificare il valore dichiarato, in particolare sull'avviamento, se lo ritiene inferiore al valore di mercato: un prezzo coerente con i numeri dell'azienda e una perizia di supporto riducono il rischio di accertamento.

Tabella riepilogativa: quanto si paga in ogni casistica

CasisticaImposta sul venditoreAliquota indicativaNote
Ditta individuale, tassazione ordinariaIRPEF a scaglioni23–43%La plusvalenza si somma agli altri redditi
Ditta individuale, possesso ≥ 3 anniIRPEF con rateizzazione23–43% su quote annualiFino a 5 esercizi, art. 86 TUIR
Ditta individuale, possesso > 5 anniTassazione separataAliquota media del biennioArt. 17 TUIR, alternativa alla rateizzazione
Persona fisica che vende quote di SRLImposta sostitutiva26%Registro fisso 200 € sull'atto
Società di capitali che cede l'aziendaIRES24%Rateizzabile se possesso ≥ 3 anni
Società di capitali che cede quote in PEXIRES sul 5% della plusvalenza~1,2% effettivo4 condizioni art. 87 TUIR

A queste va aggiunta, nella cessione d'azienda, l'imposta di registro (3% / 9% / 0,5%) che per prassi grava sull'acquirente ma incide comunque sulla trattativa: un acquirente che paga 9.000 € di registro su un'azienda da 300.000 € ne terrà conto nell'offerta.

La regola d'oro: la struttura fiscale della vendita va decisa prima di mettere l'azienda sul mercato, non alla firma. Cambiare impostazione a trattativa avviata (per esempio passare da cessione d'azienda a cessione di quote) può far saltare l'accordo o costare mesi di ritardo.

Quando hai chiaro il quadro fiscale e il prezzo netto che vuoi incassare, il passo successivo è trovare l'acquirente: su Attivita24 puoi pubblicare il tuo annuncio da 29 € + IVA, pagamento unico, senza abbonamenti né commissioni sulla vendita.

Domande frequenti sulle tasse di vendita di un'azienda

Quante tasse si pagano sulla vendita di un'azienda? Dipende da chi vende e cosa vende. Un imprenditore individuale paga l'IRPEF ordinaria sulla plusvalenza (aliquote dal 23% al 43%), con possibilità di tassazione separata se possiede l'azienda da più di 5 anni. Una persona fisica che vende quote di SRL paga un'imposta sostitutiva del 26% sulla plusvalenza. Una società di capitali che cede una partecipazione in regime PEX tassa solo il 5% della plusvalenza, con un prelievo effettivo di circa l'1,2%.

Come si calcola la plusvalenza sulla cessione d'azienda? La plusvalenza è la differenza tra il prezzo di cessione e il valore fiscalmente riconosciuto dell'azienda, cioè il costo dei beni al netto degli ammortamenti già dedotti. Se vendi a 300.000 € un'azienda con valore fiscale residuo di 120.000 €, la plusvalenza tassabile è di 180.000 €. L'avviamento pagato dall'acquirente concorre quasi sempre per intero alla plusvalenza.

Quando conviene la tassazione separata? La tassazione separata (art. 17 TUIR) è un'opzione riservata all'imprenditore individuale che possiede l'azienda da più di 5 anni: la plusvalenza viene tassata con l'aliquota media IRPEF del biennio precedente invece di sommarsi al reddito dell'anno. Conviene quasi sempre quando la plusvalenza è elevata e farebbe scattare l'aliquota marginale del 43%. Si sceglie nella dichiarazione dei redditi ed è alternativa alla rateizzazione in 5 esercizi.

Chi paga l'imposta di registro sulla cessione d'azienda? Per prassi l'imposta di registro (3% sul valore dell'azienda, 9% sugli immobili, 0,5% sui crediti) è a carico dell'acquirente, ma la ripartizione è negoziabile nel contratto. Attenzione: verso l'Erario venditore e acquirente sono obbligati in solido, quindi se una parte non paga l'Agenzia delle Entrate può rivalersi sull'altra.

La vendita di quote di SRL sconta l'imposta di registro del 3%? No. La cessione di quote sociali sconta l'imposta di registro in misura fissa di 200 €, non proporzionale. È uno dei motivi per cui, a parità di sostanza, vendere le quote della società può costare meno in imposte indirette rispetto a cedere l'azienda. Sul fronte del venditore persona fisica resta però dovuta l'imposta sostitutiva del 26% sulla plusvalenza.

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